I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). “Coronavirus prevenzione sul lavoro” Il nuovo coronavirus è un ceppo virale identificato per la prima volta a Wuhan, in Cina. Approfondiamo quali sono i suoi sintomi, le cure e le azioni per la sua prevenzione con particolare attenzione ai luoghi di lavoro.

Come avviene la trasmissione?

Si segnala che i coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi
  • una contaminazione fecale (raramente)”.

Sintomi

Come altre malattie respiratorie, può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi come polmonite e difficoltà respiratorie.

Cosa fare in presenza di sintomi o in situazioni di pericolo?

Se negli ultimi 14 giorni sei stato in Cina per lavoro o svago, o hai avuto contatti stretti con persone malate di Covid-19 chiama il numero gratuito 1500, resta a casa, usa fazzoletti monouso, lavati spesso le mani e indossa una mascherina. Contatta il tuo responsabile della sicurezza e i tuoi referenti aziendali per informarli delle tua situazione e del pericolo per i tuoi colleghi. se hai bisogno di supporto per pianificare e ottimizzare tutti gli aspetti di medicina del lavoro e sorveglianza sanitaria prenota un check-up gratuito.

E’ importante sapere che gli antibiotici non sono efficaci contro i virus ma solo contro i batteri, quindi questo tipo di terapia è inefficace contro il nuovo coronavirus.

Chi può essere colpito?

Il virus colpisce persone di tutte le età. Le persone più deboli, come anziani, malati di asma o soggetti con malattie cardiache sono più vulnerabili. Ma è consigliato per tutti mantenere una profilassi igienica più rigorosa, con particolare attenzione a chi lavora a contatto con il pubblico.

Al momento non ci sono prove che gli animali da compagnia possano essere infettati dal virus. Tuttavia è sempre bene lavarsi attentamente le mani con acqua e sapone dopo averli toccati.

Cosa fare per prevenire il contagio?

Le normali regole di igiene indicate sull’ambiente di lavoro sarebbero sufficienti, è bene però riepilogare le più importanti.

  1. Lavati spesso le mani (dopo aver tossito/starnutito, dopo aver assistito un malato, prima durante e dopo la preparazione di cibo, prima di mangiare, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato animali o le loro deiezioni o più in generale quando le mani sono sporche in qualunque modo). Usa acqua e sapone, meglio se liquido o possibilmente prodotti disinfettanti a base alcolica al 60% e sfregale per almeno 60 secondi, con attenzione ai palmi, ai dorsi, tra le dita al di sotto delle unghie. Asciuga le mani con carta usa e getta, con un asciugamano personale pulito o con dispositivi ad aria calda.
  2. Evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani prima di averle lavate.
  3. In ambito assistenziale (ad esempio negli ospedali) segui i consigli degli operatori sanitari che forniscono assistenza.
  4. Non è raccomandato l’utilizzo generalizzato di mascherine chirurgiche in assenza di sintomi.
  5. Se hai una qualsiasi infezione respiratoria copri naso e bocca quando tossisci e/o starnutisci (gomito interno/fazzoletto).
  6. Se hai usato un fazzoletto buttalo dopo l’uso.
  7. Lavati le mani dopo aver tossito/starnutito.
  8. Pulisci attentamente le superfici a contatto con il pubblico, come tavoli, banchi, ecc… usando prodotti a base di candeggina, cloro, solventi etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio, verifica con il tuo referente o RSPP l’uso corretto di tali prodotti in funzione alle superfici da trattare.
  9. Evita i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simil influenzali mantenendo almeno 1 metro di distanza da loro.
  10. Chi lavora in ambito logistico e ha rapporti lavorativi con la Cina (ricezione/spedizioni di materiali)  non deve rispettare regole e procedure aggiuntive, il virus risulta attivo fino a 9 giorni sulle superfici, ma rispettando le indicazioni ai punti precedenti il rischio contagio viene azzerato.

Si sottolinea che, ai sensi della normativa vigente (D.Lgs. 81/2008), “la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico è in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del medico competente”.

Laddove, nel corso dell’attività lavorativa, “si venga a contatto con un soggetto che risponde alla definizione di caso sospetto” (con riferimento alla circolare Ministero Salute 27 gennaio 2020) “si provvederà – direttamente o nel rispetto di indicazioni fornite dall’azienda – a contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto per nCoV”.

E “nell’attesa dell’arrivo dei sanitari:

  • evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
  • se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico;
  • lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;
  • far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito in uno con i materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso”.
Riprendiamo le indicazioni, tratte dalla circolare citata, su cosa si possa identificare con un caso sospetto. Sono presentate due possibilità:

La prima riguarda “una persona con Infezione respiratoria acuta grave – SARI – (febbre, tosse e che ha richiesto il ricovero in ospedale) e senza un’altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica e almeno una delle seguenti condizioni:

  • storia di viaggi o residenza in aree a rischio della Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia; oppure
  • il paziente è un operatore sanitario che ha lavorato in un ambiente dove si stanno curando pazienti con infezioni respiratorie acute gravi ad eziologia sconosciuta.

La seconda possibilità riguarda, infine, “una persona con malattia respiratoria acuta E almeno una delle seguenti condizioni:

  • contatto stretto con un caso probabile o confermato di infezione da nCoV nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia; oppure
  • ha visitato o ha lavorato in un mercato di animali vivi a Wuhanprovincia di Hubei, Cina, nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia; oppure
  • ha lavorato o frequentato una struttura sanitaria nei 14 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia dove sono stati ricoverati pazienti con infezioni nosocomiali da 2019-nCov”.

Fonti: Ministero della salute, Epicentro, OMS

 
 

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